Panorama dei Colli Euganei Morbidi e conici rilievi che si innalzano dolcemente in un contesto bucolico, placido, dall’atmosfera tenue e riposante: questi sono i Colli Euganei, le regolari formazioni vulcaniche che si elevano al centro della fertile pianura padovana e che offrono scorci paesaggistici armoniosi, vedute giorgionesche e fanno da scrigno a testimonianze storiche che vanno dall’epoca romana, con lo sfruttamento delle risorse termali dell’area, al Medioevo, foriero di castelli e borghi lastricati, fino al periodo veneziano, rigoglioso di ville patrizie, di giardini all’italiana e di opere d’arte risalenti al manierismo.

L’itinerario prende le mosse da Monselice, che fa idealmente da porta d’ingresso all’area euganea. La cittadina, che si apre a raggiera attorno al complesso fortificato di Castello Cini, che col suo Mastio Fedriciano posto sulla parte più alta del Colle della Rocca, ha antiche origini e fu un importante centro fin dal Medioevo. Il cuore di Monselice è piazza Mazzini, ricavata nella seconda metà dell’Ottocento per celebrare l’ingresso della regione nello Stato italiano. Interessante è la Torre Civica, risalente all’epoca medievale, mentre notevolissimo è il già citato Castello Cini, struttura composita e stratificata formata dal palazzo di Ezzelino e Cà Marcello, al cui interno si aprono le sale carraresi con i camini trecenteschi e gli arredi d’epoca, e dal cui cortile si accede all’edificio più antico, la casa Romanica, e al Castelletto. Completano il contesto i giardini veneziani, la biblioteca e l’Antiquarium longobardo. Sul fianco del colle della Rocca si sviluppa l’interessante villa Duodo.

Da Monselice si procede in direzione Nord-Est e si raggiunge rapidamente il piccolo paesino di Baone. Ci si trova nel cuore dei Colli Euganei, in posizione collinare e temperata, ricca di scaturigini come dimostra il copioso numero di fontane e sede di piacevoli passeggiate nei boschi. Baone costituisce un comprensorio con Calaone le vicine frazioni ricco di reminiscenze che rimandano agli antichi insediamenti e foriero di leggende. Della storia passata restano la villa Beatrice, eretta sui resti di nu convento dove abitò la beata Beatrice d’Este, e la Villa Manta Benavides, del tardo Cinquecento. Ma Baone offre soprattutto percorsi ameni tra i boschi e costellati da ataviche fontane; nelle vicinanze di una di queste, la Fontana delle Muneghe, si può ammirare una curiosa pietra dalla vaga forma di seggiola che viene chiamata la Carega del Diavolo.

Da Baone, seguendo la Provinciale che si sviluppa sul fianco della collina, a tratti umbratile e sempre piacevole, si arriva nel bel borgo di Arquà Petrarca, ottimamente conservato e custode delle spoglie mortali del poeta aretino. Posto in posizione degradante, gode di una luminosità garantita dalla pietra chiara usata per la costruzione degli edifici. Il piccolo borgo è percorso da piccoli carrugi lastricati in cui si schiudono le deliziose antiche dimore. La parte inferiore si apre sulla chiesa arcipetrale di Santa Maria Assunta, che ospita al centro del sagrato la tomba del Petrarca, costituita da un sarcofago marmoreo posto su un piedistallo e sorretto da colonne.

Procedendo sul fianco della zona collinare si in un contesto ora boscoso ora coltivato a viti ci si avvicina a Galzigliano Terme, che ospita, in frazione Valsanzibio, villa Barbarigo, dal monumentale ingresso barocco denominato bagno di Diana, e dietro la quale si aprono i magnifici giardini all’italiana. La villa è stata voluta nella seconda metà del Seicento da Francesco Zuane Barbarigo, nobile veneziano, su progetto di Luigi Bernini ed era raggiungibile tramite canali anche da Venezia. Il parco-giardino adiacente alla villa è un raro esempio di giardino simbolico dell’epoca: conta di ben 70 statue con motti didascalici incisi sul basamento. Interessante è l’imponente statua di un vecchio gigante, alato e con un ginocchio al suolo, che sorregge un grosso solido di marmo di forma poliedrica e al fianco una clessidra. L’insieme costituisce un’insolita meridiana: le luci e le ombre disegnate dal sole sul poliedro consentono di ricavare l’ora. Nel parco si possono trovare moltissime piante, alcune rare. Partendo dall’ingresso monumentale, il Portale di Diana, che un tempo era l’accesso via acqua del giardino, si inizia un itinerario che vuole simboleggiare il cammino dell’uomo verso la Salvezza e la Conoscenza. Non a caso si raggiunge anche un bellissimo labirinto di siepi con una torretta centrale da cui si può osservare il percorso nella sua interezza.

galzigliano Terme - Veduta di Villa Barbarigo a valsanzibio Galzigliano si dispone proprio al di sotto del poggio su cui sorge l’antica parrocchiale di Santa Maria, che precede l’arrivo a Torreglia. L’accesso al paesino è anticipato alla frazione di Luvignano, dominata dalla splendida villa dei Vescovi, eretta tra il XV e il XVI secolo. Collocata su un dolce colle su cui si sviluppa imponente ed elegante, presenta una facciata principale alleggerita da archi e volta verso il colle e al suo interno è decorata con affreschi del 1543 attribuiti a Lambert Sustris. La vicina chiesa custodisce una Pala di San Martino del Santacroce.

Da centro di Torreglia, proseguendo per un paio di chilometri, si raggiunge la parte più elevata dell’abitato, Torreglia Alta, e seguendo la stradina che costeggia il cimitero si raggiunge rapidamente la chiesetta di San Sabino, nota dall’XI secolo ma ricostruita nel XII, il cui campanile in stile romanico fu innalzato su un torrione minore di un antico castello. Tornando sulla strada principale si imbocca a sinistra il percorso che conduce all’eremo di Rua, fondato sull’omonimo monte nel 1339 e ricostruito nel 1537 dai camaldolesi. Il sentiero che porta ad esso si snoda tra boschi e vigneti e offre l’occasione di ammirare gli splendidi scorci che si aprono sui colli e sulla pianura sottostante e che spaziano fino alle Alpi e alla Laguna di Venezia.

Abbandonata Torreglia si ridiscendono le pendici dei colli per arrivare all’incantevole Montegrotto Terme, splendido centro euganeo di antiche origini ricco di reminiscenze storiche e cultura, oltreché sede di sontuose strutture termali. Prima di giungere a Montegrotto si devia per seguire una breve digressione così da poter visitare il poderoso Castello del Catajo. Scavato in parte nella roccia, questo splendido castello immerso nel verde risulta concepito come una via di mezzo tra una fortezza e una dimora signorile. Le sale del piano nobile sono impreziosite da uno splendido ciclo di affreschi narranti le vicende della famiglia degli Obizzi, fondatori della struttura. Il castello sarebbe anche dimora di alcune oscure presenze che si manifestano di tanto in tanto, passeggiando nei corridoi e nelle sale o affacciandosi ai balconi. Si tratterebbe del fantasma della bella Lucrezia Dondi, moglie di Enea II degli Obizzi, che qui fu barbaramente assassinata. A circa un chilometro dal castello si arriva a Battaglia Terme, vivace centro euganeo sede di attività manifatturiere. Il centro del paese, d origine medievale, è caratterizzato da eleganti ponti in stile veneziano e si raccoglie attorno alla trecentesca parrocchiale di San Giacomo, che conserva una Madonna marmorea di Giovanni Maria Morlaiter.

Occorre ora ripercorrere a ritroso la strada per raggiungere finalmente Montegrotto Terme, ultima tappa dell’itinerario euganeo qui proposto. Il paese conserva la principale area archeologica degli Euganei, con vasche e canali di età repubblicana e augustea. Importante e sviluppato centro termale, conserva nel suo tessuto comprensoriale numerose ville e palazzi veneziani e offre notevoli esempi di monumenti di culto. Oltre ai numerosi e pregevoli giardini pubblici, il comune si segnala anche per la presenza della Butterfly Arc, o Casa delle Farfalle, una enorme serra all’interno della quale vivono libere circa cinquecento specie di farfalle provenienti da tutto il mondo. All’esterno della Casa delle Farfalle si apre il Bosco delle Fate, un percorso magico e mitologico che conduce alla riscoperta di antiche leggende e credenze di matrice celtica e paleo veneta, tra druidi, gnomi, fate e folletti.


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