Zona costiera nei pressi di Terracina La lunga e frastagliata riviera che si sviluppa a sud di Latina fino ai prodromi della Campania, ricca di spiagge limitate da dune e interrotte da promontori rilievi costellati di grotte e spelonche, offre al visitatore luoghi carichi di storia e di mito e scorci indimenticabili. È la Riviera di Ulisse, splendida zona costiera dalle acque cristalline in cui ci si imbatte in grotte marine, resti archeologici e riserve naturali. La storia di questi luoghi è avvolta nel mito e nella leggenda: qui si dice che trovò riposo Enea, presso il Golfo di Gaeta e vi seppellì la nutrice Cajeta. Qui si fermò Ulisse, l’eroe omerico che incontrò i Lestrigoni, abitanti indigeni descritti come enormi cannibali, e visse anni d’amore e d’oblìo con la Maga Circe. Qui vissero antiche e bellicose genti italiche quali Ausoni, Aurunci, Volsci e qui lasciarono tracce della loro presenza i Cavalieri Templari.

L‘itinerario prende le mosse da Sabaudia, città che ha origini recenti: dopo il 1928 l’area delle Paludi Pontine fu oggetto di una sistematica opera di bonifica e furono fondati nuovi borghi e nuove città, ciascuna dotata di municipio con torre annessa, casa del Fascio, chiesa, dopolavoro e impianto sportivo. L’architettura di questi nuovi centri, caratterizzata dal rigore delle proporzioni dall’uso di colonne e da linee molto pulite, fu detta razionalista. Sabaudia in particolare offre un impianto e una posizione di grande suggestione e per la disposizione degli edifici, le forme della piazza e la fattura degli ambienti rimanda ai quadri della pittura metafisica. Sulla piccola penisola sul Lago di Paola, poco ontano dal centro di Sabaudia, si può visitare il Santuario di Santa Maria della Sorresca. Le sue remote origini risalgono al V-VI secolo per opera di alcuni monaci Benedettini che innalzarono il santuario quasi certamente sui resti di un’antica struttura romana, come dimostrerebbero alcuni ritrovamenti datati al I secolo. All’interno si conserva una statua lignea di una Madonna con Bambino del XIII secolo. Nel diciannovesimo secolo si diffuse una legenda secondo la quale la chiesa era all’epoca custodita da un anacoreta chiamato Gianchetta il quale al crepuscolo amava contemplare la natura seduto sulla riva del lago di Paola. Nella sera dell’equinozio d’autunno l’eremita vide comparire nella foschia una sagoma nella quale egli riconobbe le sembianze di un cavaliere Templare. Costui, dopo avergli offerto una rosa, scomparve nel crepuscolo.

Da Sabaudia, seguendo la litoranea che costeggia il Lago di Sabaudia si raggiunge rapidamente San Felice Circeo. Nel centro storico si incontra l’imponente Torre Templare, che domina il Convento. L’insediamento templare a San Felice doveva essere rilevante e presso il muretto del convento è visibile l’incisione di una Triplice Cinta, a conferma dell’importanza tellurica del luogo. Fuori dal centro storico è possibile visitare la Torre della Vittoria, Torre Olevola, Torre Cervia e Torre del Fico. Nei pressi del promontorio poi si collocano quattro splendidi laghi costieri, separati dal mare da un cordone di dune.

Ci si lascia alle spalle San Felice e si prosegue lungo la litoranea fino a immettersi nella via Appia, l’antica strada romana che determinò le fortune di Terracina. Il centro storico è ricco di testimonianze storiche ed artistiche. Vi si ammirano le vestigia dell’antica colonia romana e vari edifici di epoca medievale. Tra questi spiccano il Capitolium del I secolo a.C., la bianca Rocca Frangipane, il Palazzo Venditti e la Torre Frumentaria, che ospita il Museo Archeologico. Il lastricato della piazza è ancora il medesimo del Foro romano. Su moltissime pietre si notano strani graffiti, incisioni in parte geometriche, in parte disordinate alle quali non è stata data alcuna spiegazione. Nei pressi di Ponte Maggi si ammira la macabra Chiesa del Purgatorio, carica di immagini spettrali e di scheletri che danzano. In vari luoghi si possono riscontrare incisioni di Triplici Cinte e Omphalos, che fanno pensare a un transito dei Templari nella città, o forse a una qualche valenza tellurica del territorio da costoro riscontrata. A Nord di Terracina si sviluppa l’imponente monumento naturale di Camposoriano, oltre il quale si può visitare il piccolo borgo di Sonnino, dominato da una grande torre cilindrica e immerso in un bel paesaggio di alta collina. Nelle vicinanze si può ammirare un inghiottitoio profondissimo chiamato “Voragine Catausa”, esempio tipico di carsismo dei monti Lepini-Ausoni, che è la destinazione della sentita “Processione delle Torce”, di antichissima origine, a cui la gente del luogo dà vita ogni anno alla vigilia dell’Ascensione.

Da Terracina si prosegue sempre lungo il litorale e si raggiunge il bel borgo marinaro di Sperlonga. L’intersezione di viuzze che salgono e ridiscendono verso il mare tra intonaci bianchi e scalette è il tessuto urbano su cui si sviluppa il paese, di antica origine, che conserva un’atmosfera medievale. Di interesse è la visita alla chiesa di Santa Maria di Spelonca e al suggestivo e incombente Antro di Tiberio.

Sempre proseguendo lungo la litoranea si raggiunge rapidamente Gaeta, all’estremità meridionale della Riviera di Ulisse. Nel centro storico si possono ammirare la Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano, alla quale si affianca il Campanile, in stile arabo moresco, il Tempio di San Francesco e dalla piazza si può contemplare la mole dell’imponente castello Angioino-Aragonese, fortificato per volere di Federico II di Svevia. Di fronte a Gaeta si innalza il Monte Orlando, sul quale è possibile raggiungere e visitare il Santuario della Santissima Trinità o della Montagna Spaccata. Luogo di pellegrinaggio e meditazione di alcuni Santi quali Filippo Neri, è attorniato da spaccature che la leggenda vuole risalenti al momento della morte di Gesù sulla croce. Dalla Cappella del Crocefisso si gode una impagabile vista sul mare.

Proseguendo lungo il litorale in direzione di Formia si arriva a incrociare la via Appia. La si segue muovendosi verso l’interno e si raggiunge il paese di Itri, meta finale di questo itinerario. Il borgo è collocato sulle pendici dei Monti Arunici ed è uno ei più interessanti della provincia di Latina. Si sviluppa secondo la tipica struttura medievale attorno al castello di imponente mole. Il maniero dispone di mura merlate e di alcuni torrioni, tra i quali spicca la cosiddetta “Torre del Coccodrillo” che, secondo la tradizione, ospitava l’animale a cui venivano dati in pasto i condannati a morte. Di grande interesse è il Santuario della Madonna della Civita che sorge su un monte che in età pagana era consacrato a Mercurio. L’immagine della Madonna in esso conservata è attribuita a San Luca e ad essa vengono fatti risalire eventi miracolosi. Nella chiesa sul lato destro sia apre la Cappella delle Reliquie. Nel gradino in basso si nota una piastrella anomala, di colore rossastro, che si stacca dalle altre, di marmo. Sembra che ogniqualvolta la si sostituiva con una piastrella di marmo, questa si rompesse, finché non si è deciso di lasciare una piastrella di mattone. Presso questo Santuario lo studioso Roberto Volterri ha individuato analogie con la chiesa di Rennes-Le Chateau, in particolare una iscrizione pressoché identica. In effetti Itri presenta molte testimonianze del passaggio e forse della presenza dell’Ordine Templare. Molte Triplici Cinte, Croci Patenti e Omphalos sono riscontrabili presso il Santuario, presso la chiesa di San Michele Arcangelo e presso il centro storico.

Itri offre anche un’ultima opportunità: in una giornata tersa la sua posizione elevata consente di ammirare il litorale che spazia dal Circeo fino all’isola di Ischia, lasciandosi sullo sfondo i monti Aurunici, gli Musoni fino ai lontani Lepini. È un modo per contemplare quella meravigliosa riviera che si è appena terminato di percorrere.


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